Home
"LETTO PER VOI" PDF Stampa E-mail
 

GEOPOLITICA: a vent'anni dalla fine della guerra fredda

"Russia: democrazia europea o potenza globale"?

«Vi combineremo qualcosa di terribile», ammonì Gerogij Arbatov mentre l'Occidente festeggiava la sua vittoria nella Guerra Fredda: «Vi priveremo del nemico». Aveva ragione. La stessa esistenza dell'Urss, il suo dichiararsi in concorrenza col nostro sistema, rendeva più agevole definire ciò che eravamo. In ogni senso: i nostri valori, i nostri interessi, il nostro agire sulla scena internazionale.

Il punto è che ora fatichiamo anche a capire cosa sia diventata la Russia. Credevamo avrebbe accettato di essere uno junior partner dell'America, che si sarebbe diligentemente sistemata dentro la "casa comune europea" che Gorbaciov tanto amava. Invece, oggi, a vent'anni dalla fine di quell'era, non sappiamo nemmeno fino a che punto possiamo chiamarla parte dell'Europa. «Più l'Europa si allargava e si avvicinava alle frontiere russe, più si allontanava dalla Russia stessa» constata Maurizio Massari che in "Russia: democrazia europea o potenza globale?" tenta di dare una risposta al quesito.

Diplomatico a Mosca ai tempi della perestrojka, poi a Londra, Washington e ambasciatore dell'Ocse in Serbia, appena cinquantenne Massari ha i titoli per cimentarsi in questa continuazione moderna della vecchia cremlinologia, una scienza ai limiti dell'esoterismo.

L'autore che commette l'errore di riassumere le sue tesi già a pagina 42, tentando i frettolosi a fermarsi lì (mentre la parte più bella è proprio oltre) ci spiega che abbiamo sottovalutato la spetsifika russa: «La sua diversità, il suo eccezionalismo storico e geopolitico». Quando le sue frontiere coprono 8 fusi orari anche dopo un crollo e una riduzione geografica come accade nel 1989, non c'è nazione che non si senti una potenza.

Troppo frettolosamente abbiamo pensato che la Russia sarebbe diventata «una dei nostri» e con la stessa rapidità abbiamo concluso che non lo sarà mai. Usando gli scudi spaziali e la Georgia, nella loro nostalgia della Guerra Fredda, Dick Cheney e Don Rumsfeld avevano anche coltivato la speranza che presto sarebbe tornata ad essere « il nemico». La Russia non sarà niente di tutto questo: continuerà a essere ambiziosa e ad avere bisogno di buone relazioni con noi. «Sulla base dei comuni e concreti interessi» conclude Massari, occorre trovare «i parametri di una possibile nuova partnership».

Massari Maurizio, "Russia: democrazia europea o potenza globale?" Ed. Guerini e Associati, 2009, Milano

 
Pros. >