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SVOLTA STORICA SANCITA DALL’ASSEMBLEA DEGLI IMPRENDITORI DELLE COSTRUZIONI |
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La categoria dell’Aniem ha costituito il Collegio degli Edili
Giovedì 25 u.s. gli imprenditori delle costruzioni (categoria ANIEM) di Apindustria Vicenza, si sono ritrovati in Assemblea ed hanno dato vita al “Collegio Edile” per rafforzare l’attività di rappresentanza e meglio rapportarsi con le istituzioni.A tenere a battesimo questa svolta sono stati il Presidente di Apindustria Vicenza, Filippo De Marchi e il Presidente nazionale di Aniem-Confapi, Dino Piacentini, che ha lodato la scelta, provenendo da un’esperienza, quella modenese, in cui il collegio esiste già da qualche decennio.
«Sono molto contento della costituzione di questo collegio – ha affermato il Presidente Piacentini – perché da anni sostengo che vada trasferito su tutto il territorio nazionale un modello simile. Gli edili, infatti, hanno bisogno di figure specializzate, perché devono affrontare procedure burocratiche complicatissime e specifiche del settore. Pensiamo ai Piani Regolatori, a quelli delle attività estrattive, alle procedure allucinanti degli appalti pubblici: servono figure preparate e formate. Pur nell’ambito dell’Associazione, in questo modo si riesce ad essere più incisivi per le aziende e attrarre quelle non ancora iscritte».
Uno dei maggiori problemi del nostro territorio vicentino, secondo il Presidente De Marchi è proprio «far uscire gli imprenditori dal proprio cancello, mentre bisogna fare pressione politica per le imprese, perché il governo, con la scusa della crisi, non ha ancora fatto nulla, mentre vorremmo che ci facessero scaricare i costi e che fossero meno delinquenziali quando ci stimano con gli studi di settore. Servono interventi che tutelino le nostre aziende e per questo dobbiamo fare lobby, altrimenti al tavolo del governo decideranno gli altri».
«Servono leggi certe sui pagamenti – conclude il Presidente De Marchi – che mettano tra i “cattivi” chi non paga, come succede in Francia, bisogna che, chi apre un’azienda dimostri di essere effettivamente operativo per evitare un meccanismo di subappalti da parte di chi vince le gare senza avere una struttura operativa. Questa crisi, comunque, ha portato qualche imprenditore a tirare fuori la testa dalle aziende».
Proprio sul versante della lobby si è focalizzato il Presidente Piacentini: «A prendere le decisioni col governo e i sindacati siede Confindustria, che tra i suoi quadri direttivi ha un rappresentante delle PMI e 23 delle grandi. Dal 1948 si continuano a fare le leggi per lo 0,6% delle imprese italiane, cioè quelle grandi, e non per le PMI che rappresentano il 99,4%. Dobbiamo cercare di portare la nostra voce per equilibrare questa situazione».
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