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Crisi finanziaria: le pmi tengono, ma cresce la preoccupazione per l'accesso al credito

"L'aria di crisi è sicuramente pesante e, come non bastasse, alla debolezza del nostro sistema economico si è aggiunta una crisi finanziaria devastante. In questo funesto scenario, dove da ogni parte si sentono arrivare consigli improntati all'immobilismo, continuano invece ad operare imprese ed imprenditori vivi e vitali, che nonostante le mille difficoltà proseguono imperterriti a progettare, innovare, investire, assumere personale, conquistare mercati e creare ricchezza: sono le pmi." Questa è la valutazione di Filippo De Marchi, presidente di Apindustria Vicenza, l'associazione delle piccole e medie imprese vicentine. "Ancora una volta - prosegue De Marchi - le pmi dimostrano di saper sopravvivere, grazie alla loro estrema flessibilità e tenacia, anche nei periodi di grande turbolenza e ribadiscono fortemente l'importanza di avere le istituzioni che sappiano valorizzarle e sostenerle. E' da tempo che sottolineiamo l'importanza per l'intero sistema paese del settore manifatturiero e la necessità di adeguate politiche fiscali oltre che di un drastico abbassamento dei tassi di interesse in modo da favorire la continuità operativa e lo sviluppo delle imprese; dalle dichiarazioni di questi giorni cominciamo a vedere che anche il resto del mondo ci crede. Per quanto riguarda, più in particolare, quanto sta accadendo al mondo finanziario - conclude il presidente De Marchi - continuiamo ad essere fiduciosi sull'auspicata e tempestiva azione dei governi e delle banche centrali volta a ristabilire il necessario clima di fiducia che possa tranquillizzare i mercati, ma siamo preoccupati per le ripercussioni che tale difficile situazione può avere sull'economia reale e soprattutto sulle piccole imprese, che si trovano maggiormente esposte al rischio di espulsione dal canale del credito. Per quanto riguarda questo particolare e delicato aspetto, confidiamo sul prezioso supporto delle banche del territorio le quali, finora, stanno dimostrando, nei fatti, non solo di avere una maggiore stabilità ma anche di credere nel nostro sistema economico territoriale, riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dalle piccole imprese".


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OSSERVATORIO REGIONALE SULLA CRISI FINANZIARIA

Apiveneto Fidi pronto a collaborare anche per la creazione di un fondo Regionale di garanzia per le PMI.

"E' con soddisfazione che apprendiamo la proposta del Governatore Galan per la creazione dell'Osservatorio regionale che monitori lo stato della crisi finanziaria e siamo pronti a collaborare anche per l'oramai improrogabile costituzione di un fondo di garanzia regionale che aiuti  le imprese venete ad ottenere il credito necessario ed impedisca che si arrendano di fronte alle gravi, ma pur sempre transitorie, difficoltà del mercato.

Questo il commento di Gianni Tommasi - Presidente di Apiveneto Fidi, il Confidi regionale del Sistema Confapi del Veneto che associa oltre 2000 piccole e medie imprese garantendo affidamenti per complessivi 200 milioni di euro e che a breve diventerà un intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia. 

"Da tempo crediamo nella validità del progetto" - prosegue Tommasi - "anche sull'esempio di quanto già attuato con successo in diverse regioni italiane; finalmente i Confidi veneti sarebbero rivalutati per la loro preziosa opera a fianco delle imprese e  per il ruolo chiave che storicamente svolgono nel sostegno e nello sviluppo dell'economia del territorio". 

"Siamo altresì convinti - conclude Tommasi - che siano maturi i tempi per attuare il progetto del fondo regionale e formuliamo tutta la nostra disponibilità  a collaborare in tal senso. Siamo certi, infatti, che il rifinanziamento dei fondi di garanzia ed il conseguente potenziamento dei Confidi, rappresentino una priorità assoluta e che la Regione del Veneto, anche tramite la sua finanziaria Veneto Sviluppo, possa giocare in questo ambito un ruolo fondamentale. Ricordiamo che i fondi di garanzia affidati ai Confidi, sono l'unico strumento che, in base all'effetto moltiplicatore, può trasformare ogni euro stanziato in 30 euro di affidamenti ottenibili dalle imprese".


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