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Ferma presa di posizione del Presidente di Apindustria Vicenza

«C'E' NECESSITA' DI UN GOVERNO CHE SAPPIA GOVERNARE IL PAESE ATTUANDO UNA POLITICA CON LA "P" MAIUSCOLA»

Dal Ministro allo Sviluppo Economico ancora da designare, alle assurde "semplificazioni" per le aziende, alle difficoltà per l'export e i temi dell'internazionalizzazione. Le pungenti riflessioni del Presidente De Marchi inviate alla stampa

«Caro Direttore,

 la crescente preoccupazione di non avere ancora un Ministro per lo Sviluppo Economico in un momento dell'economia italiana e mondiale particolarmente delicato, mi induce a riflettere, un po' "allarmato", sulla poca sensibilità che la politica sta dimostrando verso le nostre aziende.

Il mio assillo principale, condiviso con gran parte dei colleghi imprenditori, sta nel constatare l'assenza della politica su tutta una serie di questioni cruciali per la nostra economia ed è giunta ad un tale livello, da rendere vani gli effetti benefici che potrebbero derivare dall'annunciato federalismo, a causa di una sfilza di atteggiamenti incoerenti con un'improcrastinabile riforma dello Stato. Altro che abolizione delle provincie, delle prefetture, degli enti inutili!

Un altro recente provvedimento, risibile nel merito, punterebbe ad introdurre "semplificazioni per le imprese", ma c'è da chiedersi: "Cosa ce ne facciamo della norma (un'altra!) che semplifica le aperture di nuove attività? Quando sarebbero molto più utili invece semplificazioni sulla chiusura o sulla diversificazione, sugli accorpamenti, sulle collaborazioni, sulle collaborazioni tra aziende".

E' amaro costatare che non c'è, di fatto, semplificazione alcuna per le imprese, anzi, siamo ormai in presenza di una deriva burocratica fuori controllo; basti citare, come ultimo esempio emblematico e paradossale, quello del conto lavorazione che, sulla base di normativa di prossima attuazione, prevede che a fronte di una medesima operazione commerciale con l'estero, di importo pari o superiore ad euro 3.000, nei confronti di determinati Paesi, ci sia l'obbligo di effettuare ben cinque adempimenti telematici, ovverossia cinque identiche segnalazioni per una singola operazione (dal costo vivo di circa 50 euro ciascuna, oltre a quelli indiretti per la perdita di tempo conseguente).

Sul versante economico, moltissimi, anche a sproposito, trattano il tema della crisi, del suo rallentamento e, in termini probabilistici, di una possibile ripresa in atto. E' fuori discussione polemizzare sui numeri conseguenti alla congiuntura sfavorevole: quelli sono indiscutibili. Oltre a questo è altrettanto evidente il crollo della finanza mondiale dei giorni scorsi, così com'è sotto gli occhi di tutti, quella in atto che io definisco una "contro ripresa".

Ciò che in realtà è doveroso chiedersi è in quale parte del mondo avverrà la ripresa e quale economia avvantaggerà. Sicuramente la vera ripresa mondiale sarà trainata lontano dalla nostra Europa, da chi, fino poco tempo fa, ritenevamo garbatamente "paesi in via di sviluppo". E, al di là dell'infinita discussione sul modello da considerare vincente e cioè se piccole o grandi imprese, chi "aggancerà" la ripresa sarà chi riuscirà a cogliere le opportunità che quei mercati sapranno dare!

I migliori risultati saranno per le imprese strutturate e pronte ad affrontare i mercati extra-UE con propri prodotti o servizi e per aziende, soprattutto micro e piccole, che punteranno a quei famosi mercati in crescita. Sottolineo, che questi mercati saranno fisicamente distanti dal nostro vecchio mercato.

Se la media del nostro approccio commerciale era sin'ora di 2.500 km, in un futuro prossimo dovrà attestarsi più sui 5.000 con punte oltre i 10.000 km. Anche questi sono numeri che nella loro semplicità evidenziano una vera e propria rivoluzione industriale. Una rivoluzione che coinvolgerà le imprese che saranno chiamate a strutturarsi per affrontare nuovi mercati e nuove regole con l'innegabile esigenza di crescere, in tutti i sensi.

Anche le strutture finanziarie, banche in primis, non potranno più permettersi di erogare "solo" denaro come facevano le prime banche del rinascimento; esse dovranno divenire dei veri e propri partners delle imprese soprattutto internazionalizzandosi a loro volta.

E' evidente allora la necessità di una forte azione politica, con un Ministero dello Sviluppo Economico in grado di riorganizzare tutto il sistema, partendo dalla collaborazione, sempre assicurata, delle nostre organizzazioni datoriali con i nostri consorzi esteri, passando per le strutture provinciali legate alle Camere di Commercio o alle Fiere. Non trascurando, poi, tutte quelle azioni di prerogativa regionale, per arrivare a quelle legate al commercio estero nazionale che, se ci pensiamo bene, sono moltissime, spesso sovrapposte e qualche volta inutili. Ma sono certamente costose.

E' da auspicare che il Ministro "che verrà" possa e debba lanciare un vero e proprio "progetto Italia" per far conoscere e apprezzare le nostre imprese e i nostri prodotti nel mondo, con un programma di breve, nell'ambito, poi, di uno di lungo respiro che riorganizzi dal profondo le strutture che citavo prima. Senza nessun nuovo esborso, anzi, magari risparmiando qualcosa, ma utilizzando bene e meglio i denari che oggi sono sperperati da tutti e qualche volta anche da noi imprese.

Ma, per fare questo ci vuole la Politica, quella con la "P" maiuscola!»


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Al via l'importante indagine presso le aziende di Apindustria Vicenza

Da tempo Apindustria Vicenza si è data una missione ben precisa: promuovere lo sviluppo delle imprese associate. Per sostenere la creazione di reti d'impresa, assicurando un'adeguata visibilità, per supportare le aziende nell'internazionalizzazione, per creare le condizioni di collaborazione fra imprese associate e per qualificare i servizi di Apindustria è necessaria una conoscenza accurata delle aziende associate.

A questo proposito è stato realizzato un questionario estremamente agile (la compilazione richiede meno di 5 minuti) per permettere una conoscenza più estesa e aggiornata di ciascuna azienda. Il documento è scaricabile direttamente da questo indirizzo:

Questionario per le imprese associate

Il modulo è in formato pdf compilabile direttamente a video; per inviarci i dati è sufficiente cliccare sul bottone "invia per email" in alto a sinistra, oppure è possibile compilare il modulo, stamparlo e restituirlo per fax allo 0444/960835.

La campagna di indagine presso le aziende associate si concluderà venerdì 16 luglio. Per ogni esigenza di chiarimento non esitare a contattare l'Associazione (tel. 0444/232230 - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ).


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