Home Newsletter Apindustria Vicenza Newsletter 08 - 2010
APID: post-convegno 21.04 a Schio
Schio, 21 aprile 2010, ore 18,00, presso lo Spazio ex Lanificio Conte
Grande successo per la tavola rotonda organizzata dal Gruppo Donne per
riflettere sul ruolo femminile nell’odierna realtà socio-produttiva.
Giuseppina Grimaldi, coordinatrice APID
Vicenza, ha sottolineato “Sulle donne bisogna puntare per creare un futuro
migliore e una vita più qualitativa per tutti”.
Riuscito
ed apprezzato l’evento organizzato da Apindustria Vicenza a Schio, presso lo Spazio ex Lanificio Conte, lo
scorso 21 aprile, e promosso dal Gruppo Donne APID Vicenza in occasione della
tappa vicentina del Consiglio nazionale di Confapid. La Tavola Rotonda “NOI
CREDIAMO NELLE DONNE. La forza della poliedricità”, inserita nella più ampia
cornice del Festivaldelle Città
Impresa, ha avuto lo scopo di fare il punto sul ruolo sociale ed
economico della donna nel mondo di oggi, partendo da una premessa di base: crisi
o non crisi, le donne hanno sempre dovuto rimboccarsi le maniche tra impegni di
lavoro e doveri familiari e forse proprio per questo – come emerge, dati alla
mano, un po’ in tutta Europa - le aziende guidate da donne pare che abbiano
hanno retto meglio la crisi.
“Globalizzazione,
economia oscillante, finanza in crisi, nuovi ruoli sociali... Il mondo in cui viviamo
cambia rapidamente ed è in continua evoluzione. Le certezze di un tempo sono
più o meno tutte in frantumi e bisogna urgentemente rivedere equilibri e le
diverse realtà – sottolinea Giuseppina Grimaldi, coordinatrice del gruppo APID
Vicenza -. In questo nuovo quadro, buio, se vogliamo, ma anche stimolante,
perché portatore necessariamente di idee nuove, è necessario un ripensamento
dei processi relazionali e una ridiscussione delle visioni di fondo che
regolano le leggi del mercato e del capitale: vanno messe a fuoco le complesse
relazioni che intercorrono tra condizioni di lavoro e condizioni di vita, per
ritrovare un nuovo senso del vivere”. E’ emerso, quindi, che senza sondare
questo terreno che riguarda gli affetti, la cura, le relazioni, il tempo, il
simbolico – terreni per tradizione prettamente femminili –, difficilmente
potremo fare uscire dal privato questioni che sono invece centrali per il
funzionamento del sistema economico e della convivenza civile. Problemi non
specificatamente femminili, dunque, ma che riguardano la sfera pubblica, e che
richiedono spazi di riflessione e di negoziazione.
E poi
c’è l’aspetto emozionale della gestione delle cose, che in sé è il plusvalore
di cui sono dotate le donne: qualcosa che in passato era visto in un’ottica
negativa, quasi che le emozioni rovinassero la pragmaticità dell’economia e dell’amministrazione,
politica e aziendale, ma che oggi, rivalutato, assume un significato diverso,
forte di una secolare esperienza relazionale. Molto raramente
l’attenzione degli economisti, per le variabili sociali e psicologiche, si è
spinta fino a prendere in considerazione l’influenza delle emozioni sulle
decisioni degli agenti economici. Emozioni che svolgono un ruolo non
trascurabile nella determinazione del comportamento sociale ed economico. Oggi,
nuove espressioni linguistiche, come intelligenza emozionale, la macchina delle
emozioni, economia emozionale rimandano, invece, a nuovi modelli di
comportamento, a nuove gerarchie e a nuove classificazioni.
Le
donne, quindi, sono l’elemento “in più”, la chiave di volta vincente per
muovere nuovi equilibri. E più si inseriscono nel mondo del lavoro, più muovono
lavoro. Il fatto che sempre più donne lascino l’ambiente familiare per gran
parte della giornata, infatti, le toglie dalle cure domestiche e crea la
necessità di nuovi posti di lavoro nel sociale, per sanare l’assenza femminile
nelle cure genitoriali o parentali. Ma perché tutto ciò avvenga bisogna che
cambi la cultura e la cultura può cambiare se aiutata dalla politica, con una
legislazione dedicata e proposte mirate.
A
parlare di tutto questo - insieme
a Giuseppina Grimaldi - quattro
relatori d’eccezione: il
professor Ferdinando Azzariti,
autore del libro “Il capitalismo delle emozioni”,Rita Assogna,
presidente di ITWIIN (Italian Women
Inventors and Innovators Network), l'Associazione Donne Italiane Inventrici e Innovatrici, Monica
D’Ascenzo, scrittrice e giornalista de Il Sole 24 ore, autrice del libro “Donne sull’orlo della crisi economica” (presente nei contenuti ma assente
a causa del blocco aereo post nube vulcanica), e Morena Martini, Assessore provinciale alle
politiche del lavoro.